DONO

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Tutti riceviamo o facciamo di tanto in tanto qualche regalo, alcuni rimangono scolpiti nella memoria e nel cuore. Non conta la grandezza o la preziosità, magari sono solo piccoli gesti fatti da parte di persone che non ti aspetti, anche le più povere, in situazioni non sempre facili o felici, modi diversi per esprimere sentimenti, parole non dette. Paola ricorda la sua esperienza di degenza in ospedale: la cioccolata di “A”, le tre arancine di “L”, la bottiglia d’acqua di “R”, lasciate “a sorpresa” vicino al suo letto. Tutte persone provate dalla vita ma non ripiegate su se stesse, capaci di esprimere amicizia, gratuità. Anche nel dolore si può essere testimoni di condivisione autentica, se ci si mette il cuore.

Un dono è più di un regalo, è silenzioso ma denso di significato, è inatteso, non lo si può comprare né lo si può pretendere. È fatto per essere scambiato e richiama, di per sé, al desiderio più profondo che c’è in ognuno di noi, quello di amare ed essere amati. Donare è aprire il cuore offrendo il nostro tempo, i talenti, accogliere e condividere esperienze, gioie e sofferenze, la vita stessa.

Questo è stato Massimiliano Kolbe, e non solo nel momento dell’offerta suprema ad Auschwitz, nella cella dell’amore, ma in tutta la sua esistenza, povera, francescana e missionaria, è stato dono, sempre. Madre Teresa di Calcutta, presente alla canonizzazione di Kolbe, disse: “Massimiliano Kolbe è un grande dono di Dio fatto al mondo”. La sua vita era segnata dall’amore, per questo la sua testimonianza ci conquista e il suo messaggio è così importante e attuale. Lo ascoltiamo, lo vediamo nel volto dei tanti pellegrini che accogliamo presso il nostro Centro di Harmeze.

Un cuore che ama è la strada della gioia che Dio ha tracciato per ognuno di noi.

> Kolbe, nel momento dell’arresto, prima di salire sulla macchina della Gestapo si voltò a guardare i suoi frati e disse loro soltanto: “Non dimenticate l’amore”.

Le Missionarie di Harmęże, Polonia

Misjonarki Niepokalanej Ojca Kolbego
dom rekolekcyjny Św. Maksymiliana Kolbego
Harmęże, ul.Franciszkańska 13
32-600 OŚWIĘCIM – POLSKA
Tel. (+48) 338.44.43.47
E-mail: mis.kolbe.harmeze@poczta.fm

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Kolbe: solo l’amore salva il mondo

Una pagina di storia, forse una pagina di Vangelo, una pagina di vita di un uomo come noi, di un santo dei nostri tempi. Il suo messaggio risuona ancora fra le pareti di quella cella che molti di noi hanno visitato, ad Auschwitz, e nella memoria del nostro cuore…

Dal libro Massimiliano Kolbe – Solo l’amore salva il mondo, di Renzo Agasso/Domenico Agasso jr

29 luglio / 14 agosto 1941:

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Un mondo di fiabe

La bellezza che sa sbocciare anche in mezzo all’orrore, inaspettatamente, è una forma di resistenza alla realtà, un fiore raro e quindi prezioso. E la bellezza, struggente delicata e inattesa, ha saputo fiorire anche ad Auschwitz…

Le favole di Auschwitz (2009) è un volume edito dal Museo Statale di Auschwitz-Birkenau a cura di Mariusz Banachowicz e Jadwiga Pinderska-Lech.
Sono il frutto dell’opera illegale di alcuni prigionieri polacchi che lavoravano negli uffici del cosiddetto Bauleitung, l’amministrazione edilizia del lager dove venivano vagliati i piani di ampliamento del campo.
Un estratto dal volume “Di tutto ciò che vive”:

 

A mio figlio

Non conto i pensieri che verso te migrano
Piccolo amico mio, figlio lontano
Si potrebbero forse contare le onde che cullano
Di continuo una nave in un battibaleno?
A te penso come a un fresco mattino
Di tanto tempo fa dove di pini v’era una foresta
Ricordo stradine e sentieri, tracce del nostro comune cammino
E le parole simili allo scatto di una bianca colomba che a volare s’appresta
E la tua anima, figliolo, rammento
Che mai dall’infamia è stata macchiata
E i giorni delle tue emozioni e del tuo sentimento
Son per me ricordi di un’aurea ballata
Ahimè, non comprenderai forse questi discorsi confusi
Tutto ti canta di questi suoni la melodia
Ed essi sono nel mio cuore racchiusi
Quanta tristezza e nei suoi soffi la malinconia

tratto da: https://www.agiroergosum.com

Ricordi azzurri

“Prima di essere professionisti nel mondo del pallone, i calciatori sono soprattutto uomini”. Anche il mondo del calcio è stato in visita ad Auschwitz con la nazionale italiana nel 2012 e quella under 21 nel 2017. Alcune testimonianze del loro passaggio:

Li ho accompagnati e abbiamo condiviso piu’ di due ore nel piu’ grande cimitero del mondo, cimitero particolare in quanto senza tombe. Una bella esperienza con ragazzi giovani e molto interessati. Non e’ stata una visita “dovuta” o di “facciata”, in loro ho visto il desiderio di capire il perche’ l’uomo e riuscito ha fare questo ad altri uomini, la voglia di farsi accompagnare nell’orrore umano lasciandosi andare alle emozioni da trasformare poi in voglia di conoscenza. Nei loro occhi e nelle loro espressioni ho rivisto i tanti ragazzi che ogni giorno guido in questo luogo.

Indipendentemente da dove provieni, chi sei e cosa fai nella vita, il Campo di Auschwitz e la sua tragica storia ti portano allo stesso livello emozionale…

La domanda e’ sempre la stessa:”Come e’ potuto accadere?”.

Dal blog di Michele la guida italiana di Auschwitz: https://www.guida-auschwitz.org/2017/06/20/la-visita-ad-auschwitz-con-la-nazionale-italiana-under-21/

 

Dopo un’ora di visita al museo del lager, il commissario tecnico Prandelli, i giocatori e i dirigenti hanno sostato in silenzio per alcuni attimi di fronte al muro dove venivano eseguite le condanne a morte.  Il portiere Buffon ha deposto una corona di fiori bianco-rosso-verdi. Ciascun giocatore ha posato un lumino in memoria dei morti. “Per noi è stata un’esperienza molto toccante, è stato importante venire qui per ricordare e testimoniare, nella consapevolezza che tutto quello che è accaduto non si deve mai più ripetere”, ha detto il difensore della Juventus Chiellini. “Sono contento di vedere qui tanti ragazzi, tante scolaresche, è giusto che sia così per fare in modo che anche le generazioni future possano provare questa esperienza. Bisogna comunicare la lotta contro ogni discriminazione razziale e contro ogni atrocità commessa”.

tratto da: http://www.deportati.it/news/ausch_nazionale/