Per un mondo senza violenza

Da Auschwitz l’impegno dei giovani di Sant’Egidio per la pace. Un’appello che, speriamo, non rimanga inascoltato e che interpella ciascuno di noi.

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Strade di pace: “Giovani Europei per un Mondo senza Violenza”
APPELLO
Noi, giovani europei dalla Polonia, dall’Ucraina, dalla Russia, dalla Cechia, dall’Ungheria, dalla Slovacchia, dalla Romania, riuniti dalla Comunità di Sant’Egidio siamo venuti ad Auschwitz per fare memoria dell’orrore della seconda guerra mondiale e delle vittime del nazismo, con il sogno di costruire strade di pace per un mondo senza violenza.
In questo luogo, nel cuore dell’Europa, si aprì l’abisso della Shoah, il genocidio
del popolo ebraico, e del Porrajmos, lo sterminio dei Rom e dei Sinti. Milioni di vite
furono divorate dall’odio razziale e dalla disumanità della guerra.
Siamo nati tanti anni dopo, ma oggi capiamo che il razzismo e la violenza
inquinano ancora i nostri paesi. I poveri e i deboli sono i primi a esserne colpiti. Ogni
volta che un povero è umiliato, che un anziano è dimenticato, ogni volta che una persona viene giudicata per la sua origine, la sua religione o perché è diversa, si apre una strada
di odio nel cuore delle persone.

Ogni volta che si costruisce un muro per escludere chi è povero o chi fugge dalla guerra, l’indifferenza prevale sull’umanità.
Occorre vincere la paura e i pregiudizi che portano ad allontanare l’altro, solo
perché diverso o non lo si conosce, spesso senza capirne le ragioni. L’odio e la violenza possono tornare, manifestando nuovamente il volto crudele della guerra, come accade dolorosamente da alcuni anni in Ucraina orientale, o il volto spietato del terrorismo.
Ascoltando la voce dei bambini, dei giovani, degli anziani, dei barboni, dei Rom,
dei profughi, delle vittime dei conflitti oggi diciamo con forza: No alla violenza e alla
guerra! No al razzismo e all’indifferenza!
Qui ad Auschwitz sentiamo forte la responsabilità di essere più audaci, per vincere
l’odio e ribellarci all’ingiustizia e alla povertà. Ci impegniamo a contrastare ogni violenza e a scegliere la via dell’incontro e dell’amicizia. Ci uniamo all’appello dei Giovani per la Pace che si sono riuniti a Barcellona dopo il terribile attentato terroristico che ha colpito quella città, e con loro diciamo: “More Youth, More Peace”.

Noi giovani siamo una forza di pace per il futuro. Abbiamo bisogno di unirci ed essere di più. “Più giovani, più pace”.
Da questo luogo inizia il sogno di un mondo diverso, che vogliamo comunicare ai
giovani dei nostri Paesi. Oggi compiamo insieme la scelta di rifiutare l’indifferenza e
qualsiasi forma di razzismo. La pace è il futuro. Nulla è impossibile se ci rivolgiamo a
Dio nella preghiera. Tutti possiamo essere artigiani di pace nella nostra amata Europa e
nel mondo. Per un mondo senza ingiustizie! Strade di pace per un mondo senza violenza!
Auschwitz-Birkenau, 22 settembre 2017

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Da: http://www.santegidio.org

 

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E’ accaduto prima, dopo…

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“E’ accaduto prima. Dopo. Più vicino. Più lontano. E’ accaduto non a te.

Ti sei salvato perché eri il primo. Ti sei salvato perché eri l’ultimo”.

Wislawa Szymborska

 

 

 

 

 

Cosa possiamo fare, noi ragazzi del 2005?”.

Cosa potete fare? Cari ragazzi, esattamente quello che avete fatto.

Avete voluto conoscere, sapere, comprendere.

Avete ascoltato quasi in religioso silenzio.

Avete incalzato la ricerca con le vostre domande.

Avete raccolto tutto il materiale con una premura delicata e, al tempo stesso, decisa, ferma.

Avete voluto insomma conoscere la verità: ora tocca a voi difenderla e sostenerla per far sì che fatti di una simile ferocia non debbano mai più ripresentarsi nel proseguo della storia dell’umanità.

Il mio augurio è che possiate fare la vostra parte nel condurre questo vostro mondo finalmente alla pace e di garantirla a lungo.

Un abbraccio.

Woroncow

tratto da:http://docplayer.it/4333553-Nel-bosco-delle-betulle-in-attesa-di-entrare-nelle-camere-a-gas.html

 

Conservare la speranza

Dal Diario di Anna Frank…

“Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà.

È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili.  Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione.

Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte il rombo l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità.

Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui forse saranno ancora attuabili”.

 

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Viaggio apostolico di Papa Francesco

«Auschwitz grida il dolore di una sofferenza immane e invoca un futuro di rispetto, pace ed incontro tra i popoli», ha twittato Papa Francesco per la Giornata della Memoria 2015, e ora visiterà per la prima volta la «valle oscura della morte».

Papa Francesco il prossimo 29 luglio sarà ad Auschwitz e al campo di Birkenau. Lo ha ufficializzato il Vaticano, rendendo noto nel dettaglio il programma del viaggio del Papa in Polonia dal 27 al 31 luglio in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù. Bergoglio visiterà il campo di concentramento di Auschwitz il 29 alle 9.30.Quindi sarà a Birkenau. Nel corso della sua visita pastorale in Polonia, dunque, il Pontefice visiterà il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau nel quale persero la vita quasi un milione e mezzo di persone. La storica visita – che segue quelle di san Giovanni Paolo II il 7 giugno 1979 e Benedetto XVI, il 28 maggio 2006 – è inserita nel programma ufficiale del viaggio apostolico di Papa Francesco in Polonia che si terrà dal 27 al 31 luglio prossimi.

da: Il sole 24ore

Il programma della visita del Papa in Polonia su sito vaticano

Pasqua 2016

Maria sostando presso un luogo di morte trasformato in luogo di vita,

ci aiuti a rimuovere il masso e ad uscire dai nostri sepolcri

di vuoto morale, infermità, odio e disperazione.

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Niente e nessuno ci può togliere la speranza della Risurrezione.

Ad ognuno di voi l’augurio di una Santa Pasqua nella gioia del Cristo Risorto.

Vigilia di Natale: pane spezzato e desiderio di pace

Dalla Polonia la missionaria Lucia Z. ci invia il suo saluto.

Sono contenta di vivere questa vigilia di Natale in questa terra di grandi santi, sì, è una vigilia particolare, intensa, è una vigilia polacca. Mentre cammino in questo campo di Auschwitz, mi chiedo come avranno vissuto gli “abitanti di questa città”. Avranno avuto qualche momento diverso? Qualcosa in più da mangiare, o forse un pó di riposo in più? Tra i tanti quadri del prigioniero Marian Kolodziej, ce n’è uno che ricorda proprio la vigilia. Per i polacchi la vigilia di Natale è sacra, il richiamo è forte e non si può dimenticare… IMG-20151223-WA0007_resizedMarian fà memoria di quella prima vigilia ad Auschwitz e disegna – con mano ferma e tratto deciso – come lui e i suoi amici spezzavano a vicenda quel pezzetto di pane duro… pensando, tra le lacrime, alla casa, alla libertà, alla pace. Sì, la pace, quella pace che Gesù ci ha portato con amore e tanta tenerezza e che vuole regalare al mondo e a ciascuno di noi.      (il disegno è parte della mostra     “I Labirinti di Marian Kolodziej” ospitata presso il complesso francescano in Polonia)

In Polonia oggi una magica atmosfera avvolge ogni cosa. Quando nel cielo apparirà la prima stella ogni famiglia si riunirà a tavola ma sempre resterà un posto per l’ “inatteso” ospite.  Nel silenzio della notte un canto aprirà alla preghiera e nel segno di un’ostia, di un pane spezzato e condiviso, come tradizione, ci scambieremo lacrime e auguri, sorrisi e richieste di perdono. É la notte di Natale, il nostro Dio ancora non è stanco di noi, ancora una volta desidera nascere, Maria ce lo dona.

Carissimo/a, questo messaggio di pace e di fraternità giunga dalla terra di Polonia fino a te col suo calore, con la sua bellezza, e attraverso te possa raggiungere ogni uomo e ogni donna, ogni giovane, ogni bambino, ogni persona sola o ammalata. Auguri.

                                                 Buon Natale!

                                          Lucia, Paola, Ercolina

 

Le farfalle di Auschwitz

da un libro di poesie di Teresa Lazzaro 

Il nazismo ha inverato ciò che Dostoevskij fa dire a Ivan Fedoric ne I Fratelli Karamazov che se Dio non esiste, tutto è permesso. Senza Dio tutto è possibile, anche lo stravolgimento dei valori elementarmente umani”, allarga le braccia Teresa.  Venti poesie al posto di venti lapidi. Per farli emergere dal gorgo dell’oblio. Per farli uscire dalle sbarre della memoria ingabbiata. Versi dedicati a coloro che verranno.

 

Ogni farfalla ha un nome.

le ho dato il nome che Iddio ha scelto

le ho dato il nome il cui eco risuona in Cielo.

Ogni  farfalla ha un nome.

Il nome è inciso nella Paura.

Il nome fu stretto crudelmente in un cappio.

Ho trovato venti farfalle nel mio roseto…

Nei  nomi  ho raccolto  il vuoto che hanno lasciato.

Li dono al mondo intingendo  un pennino centenario

nell’inchiostro colorato perché gli anni spezzati

con le valigie arrivate ad  Auschwitz

possano realizzare sogni di Pace.

Le mie farfalle hanno un nome pregno  d’amore.

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