Al termine del binario: Auschwitz

E’ fondamentale studiare con onestà la storia, per evitare la dinamica profetizzata da Marx in una celebre sentenza: “La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa”.

 

Risultati immagini per treno al termine del binario auschwitz

La testimonianza fotografica può essere, soprattutto, per le giovani generazioni, un più efficace strumento per destare la consapevolezza di ciò che è stato, affinché mai più si ripeta. “Al termine del binario: Auschwitz” è un documento profondamente toccante, una testimonianza iconografica, di livello, di tutto ciò che è possibile visitare attualmente nel luogo ormai divenuto sinonimo universale di orrore e barbarie… La desolazione e l’orrore gridano ancora dalle scarne immagini, i testi accompagnano senza inutile enfasi il racconto fotografico. Come riferito dagli autori in una dichiarazione ad Adnkronos: “Visitare Auschwitz e fare questo lavoro è stato per noi non solo un viaggio nella Storia con la S maiuscola ma anche l’occasione per un’importante riflessione personale che ci ha portati a studiare quanto accaduto nel campo di Auschwitz e negli altri lager nazisti in Europa. La nostra riflessione si è via via spostata dal luogo all’uomo. Le immagini realizzate si pongono quindi come ponte fra la storia e le storie, fra ieri e oggi”.

Risultati immagini per l'uomo di auschwitz

tratto da: https://www.ultimavoce.it/al-termine-del-binario-auschwitz/

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La storia si ripete

Da poco conclusosi il pellegrinaggio 2017 in Polonia, ripartiamo con una piccola intervista a M.Angela, una pellegrina della provincia di Bologna.

Leggendo la tua precedente testimonianza mi colpivano queste tue parole: “Il mio unico scopo era Auschwitz lo avrai capito…” Puoi spiegarci meglio la tua motivazione? Cosa hai provato durante e dopo aver visto Auschwitz e Birkenau? E c’è stato qualcosa che ha attirato maggiormente la tua attenzione in questi luoghi?

Sì, diciamo meglio che Auschwitz era la motivazione principale. Da molti anni mi interesso a quanto è avvenuto nei campi sia come passaggio fondamentale della storia del secolo scorso che nel significato più profondo del rapporto tra uomo e uomo, tra l’uomo e i suoi impulsi più aggressivi, tra uomo e Dio, tra Dio e la storia. In questo Auschwitz è un caposaldo imprescindibile, un esempio assoluto. Avendo molta dimestichezza con Israele (ci sono andata tantissime volte) e avendo visitato più volte il memoriale della Shoa, lo Yad VaShem, a Gerusalemme – che tutti dovrebbero visitare anche chi va in pellegrinaggio cristiano – sapevo ciò che mi aspettava ma l’esperienza è stata diversa e molto più intensa. Le emozioni superficiali mi interessano poco perché non permangono; questi viaggi dovrebbero indurre la gente non solo a riflettere sul come e perché in un luogo così distruttivo della dignità umana – ancor prima di uccidere fisicamente – c’è stata gente che l’ha mantenuta e ha dato la vita per altri, ma a chiedersi come si è arrivati a tanto. Perché la storia si ripete e noi non ci accorgiamo, non diamo il giusto peso ai segni premonitori delle tragedie. E quando la situazione diventa troppo disperata non abbiamo la forza per reagire.

Ci sono poi grandi domande: certo dove era l’uomo ma anche dove era Dio. Come e se Dio interviene nella storia. Cosa sia la libertà e se e quanto l’uomo sia libero quando agisce – e per molto tempo – così come Auschwitz manifesta. Questioni non per addetti ai lavori o filosofi o teologi o storici ma per tutti noi, visto che Dio ci ha dato il cervello per ragionare. Potrei continuare per ore anzi forse dovrei. Non so se ho risposto alle tue domande. Mi piacerebbe però che si aprisse una possibilità di ragionamento comune, di approfondimento. Tra l’altro c’e’ una letteratura sterminata sull’argomento, io stessa ho una biblioteca piuttosto fornita, ci sono film non banali da vedere… Un abbraccio e anche grazie della possibilità che mi hai dato.

M.Angela F.