La compagna di Anna Frank

La storia di Eva Schloss, figlia adottiva di Otto Frank e scrittrice ebrea austriaca, raccontata con le parole del libro che lei stessa ha scritto ad oltre quarant’anni di distanza dalla sua liberazione, avvenuta il 27 gennaio 1945 nel ’campo di sterminio’ di Auschwitz.

La sua vicenda umana è legata a quella di Anna Frank. E’ stata sua compagna di giochi ad Amsterdam e nel dopoguerra sua madre Fritzi, anch’essa sopravvissuta allo sterminio (il papà ed il fratello morirono ad Auschwitz), sposerà Otto Frank, a sua volta unico superstite della sua famiglia. L’arrivo di Eva ad Amsterdam (febbraio 1940) dove fa amicizia con Anna Frank: “Parlava talmente tanto che la chiamavamo la ‘Signora Qua Qua’ e nei miei ricordi era sempre circondata da un gruppo di ragazzine pronte a ridacchiare per le sue ultime esperienze e osservazioni. Mentre io giocavo a campana, Anne leggeva riviste di cinema e andava con le amiche nei caffè a mangiare gelati e a discorrere come le signore di mondo che avrebbero voluto diventare (…). Alla fine del suo diario, poco prima di essere catturata, Anne Frank ha scritto di credere ancora che la gente fosse fondamentalmente buona; chissà cosa avrebbe pensato se fosse sopravvissuta ai campi di concentramento di Auschwitz e Bergen-Belsen. La mia esperienza ha dimostrato che le persone possono essere di eccezionale crudeltà, brutalità e totale indifferenza verso la sofferenza umana. E’ facile dire che il bene e il male esistono in ognuno di noi, ma ho potuto toccare con mano questa poco edificante realtà ed è una vita che mi interrogo sull’animo umano.”
… C’è l’ho fatta perché dovevo farcela. La scelta era netta: nascondersi o morire. E ce l’ho fatta perché quando stai nascosto ti dici che non sarà per sempre (…) aspetti un altro giorno perché pensi che quello seguente sicuramente arriverà la libertà (…).
Venni catturata il giorno del mio quindicesimo compleanno. Era l’11 maggio 1944 (…). Floris (un amico) mi porse un regalo (…) aprilo dopo colazione (…). Erano le otto e mezza e stavamo per cominciare a mangiare, quando si udì un deciso scampanellio alla porta (…). Di colpo si scatenò la baraonda. Dei soldati salirono rumorosamente le scale. I nazisti puntarono le canne delle armi dritte sulle nostre facce stupite e paralizzate (…). Non aprii mai il mio regalo (…).

Ero una ragazzina di soli quindici anni ed ero stata braccata dai nazisti di Paese in Paese, costretta a lasciare la mia casa e a nascondermi e ora mi trovavo in carcere. Ero sopraffatta dalla rabbia e dall’amarezza, ma in fondo sentivo un gran vuoto (…). Le baracche di legno e le condizioni di vita erano primordiali e la gente aveva l’aria tesa e preoccupata, ma non disperata….”

Risultati immagini per Eva Schloss

Quando i miei nipoti mi hanno chiesto del tatuaggio sul braccio con cui ero stata marchiata ad Auschwitz, avevo risposto che era solo il mio numero di telefono. Non parlavo del passato.”


tratto da: http://notizie.tiscali.it/socialnews/articoli/pulvino/11349/storia-di-eva-schloss-sopravvissuta-ad-auschwitz-dalla-fuga-da-vienna-alla-deportazione/

Annunci

Matrimonio ad Auschwitz

Il 18 marzo 1944, nel campo di concentramento di Auschwitz,viene celebrato un matrimonio. Rudolf Friemel, era un prigioniero politico, Margarita Ferrer una francese. Erich Hackl ha riflettuto a lungo sul significato di questi destino straordinario. Ha esplorato gli archivi incontrato compagni del campo, i genitori. Con il matrimonio di Auschwitz, più di un testimone dice: una bella vista tentare di effettuare la letteratura un’esperienza pieno di amore e oblio.

Fu l’unico matrimonio celebrato nel Campo.  La coppia si conobbe in Spagna, dove Friemel combattè contro le forze del generale Franco nelle brigate internazionali. Dopo aver perso la guerra fuggirono in Francia dove si rincontrarono in un Campo di internamento. Furono poi separati quando la donna era gia’ in stato di gravidanza.

Margarita fu infine inviata ai lavori forzati in Germania. Friemel venne internato ad Auschwitz dove fu attivo nel movimento di resistenza. Come austriaco e meccanico delle SS ottenne con successo il permesso di legalizzare il suo rapporto con Margarita e la sposò nel Campo il 18 marzo 1944.

Rudolf, tentò di fuggire da Auschwitz ma fu catturato ed impiccato nel Campo il 30 dicembre del 1944, pochi giorni prima della liberazione insieme ad altri quattro fuggitivi. I nazisti gli fecero indossare la stessa camicia da sposo  indossata al suo matrimonio.

Margarita e il bambino riuscirono a sopravvivere alla guerra.

articolo tratto da: https://www.guida-auschwitz.org/blog/