Unica matricola per due

Arianna Szörényi è la prima bambina deportata dall’Italia a testimoniare in età adulta: ad 11 anni infatti venne deportata nel campo di Auschwitz-Birkenau. Lorenzo ha 22 anni e vive a Parigi: su un braccio si è fatto tatuare il numero 89219: la matricola che diedero a sua nonna, Arianna.

Un numero unico per mantenere intatta la memoria e perchè l’uomo non ripeta gli stessi errori.

 

Risultati immaginiIl 16 giugno 1944, mentre gli uomini erano al lavoro (impiegati presso la Todt) Arianna insieme alla madre ed alle sorelle venne arrestata da un gruppo di SS.; ogni componente della famiglia fu interrogato, costretto a consegnare ogni oggetto di valore che possedeva, e successivamente deportato prima al campo di concentramento di San Sabba, poi condotto a Trieste e quindi ad Auschwitz. All’arrivo ad Auschwitz la famiglia venne fatta scendere dal vagone e separata per sesso: Arianna superò la prima selezione, fu condotta alle docce per essere spogliata e tatuata con il numero di immatricolazione 89.219, quindi alloggiata con la madre e le sorelle in una baracca del campo di Birkenau. Nell’ottobre 1944 Arianna, separata dalla madre e dalle sorelle, fu trasferita in un kinderblock femminile, una baracca adibita all’alloggio di bambine e ragazzine, dove le attività erano regolamentate da una kapò. Nel gennaio del 1945, a causa dell’avanzata russa, venne evacuata dal campo insieme a donne, uomini ed altri bambini; camminò per tre giorni e tre notti nella neve senza conoscere la meta della marcia assistendo all’esecuzione di molti prigionieri; lei stessa rischiò la morte, ma un soldato SS. decise di risparmiarla, caricandola su un vagone aperto diretto al campo di Ravensbruck.

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tratto da: http://www.papaboys.org/la-storia-illuminante-della-piccola-bambina-di-auschwitz-che-sopravvisse-sette-volte-alla-morte/

 

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