Ricordati di noi

La toccante testimonianza di Antonio e Helenice – due amici brasiliani in pellegrinaggio in Polonia – per non dimenticare…


dsc05483Varcare il cancello di Auschwitz è stato come entrare nel più profondo egoismo e miseria umana, abbiamo sentito delle emozioni che mai avremmo pensato di provare prima. Non riuscivamo a immaginare e accettare tutto quello che avevamo davanti ai nostri occhi…

Ad ogni passo ci guardavamo negli occhi e ci chiedevamo smarriti: come ha potuto un essere umano arrivare a pianificare una così grande strategia di morte? Nello stesso tempo riconoscevamo che è stato proprio un uomo, e più di uno; tutto dipende da come usiamo la nostra libertà. Che mistero!

Poi… la luce: la cella di Massimiliano Kolbe. Lì abbiamo percepito molto forte che anche nel posto più orribile e buio del mondo ci può essere, c’è stato un cuore che trasbordava amore e comunicava speranza. Non tutto è perduto… Siamo usciti da questo luogo speciale con tanti sentimenti che portiamo ancora dentro, e con queste parole: “Solo l’amore crea, costruisce, e il coraggio e la speranza ci rendono persone nuove”.


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E poi, un’ultima preghiera:

San Massimiliano Kolbe, martire di Auschwitz, ricordati di noi, prega per noi!”.

Helenice – Antonio


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Matricola 16670

Poesia di Alessandro Bertolino

. . . e dal mucchio informe di spettatori immobili, un uomo, matricola 16670, difficile dimenticare quelle parole:

“ sono  un  sacerdote  cattolico, voglio  prendere il  suo  posto” .

Attraversando il cortile, tirato per il colletto da una mano rabbiosa,                             vidi Massimiliano Kolbe con un sorriso entrare nella nuova fila.

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