L’appello di Papa Francesco

“Sabato prossimo, 27 gennaio, si celebra la Giornata internazionale di commemorazione delle vittime dell’Olocausto. Il ricordo e la condanna di quell’orribile sterminio di milioni di persone ebree e di altre fedi, avvenuto nella prima metà del secolo scorso, aiuti tutti a non dimenticare che le logiche dell’odio e della violenza non si possono mai giustificare, perché negano la nostra stessa umanità.

La guerra stessa è una negazione dell’umanità. Non stanchiamoci di pregare per la pace, perché cessino i conflitti, perché si arrestino le armi e si soccorrano le popolazioni stremate. Penso al Medio Oriente, alla Palestina, a Israele, penso e alle notizie inquietanti che provengono dalla martoriata Ucraina, soprattutto per i bombardamenti che colpiscono luoghi frequentati da civili, seminando morte, distruzione e sofferenza. Prego per le vittime e per i loro cari, e imploro tutti, specialmente chi ha responsabilità politica, a custodire la vita umana mettendo fine alle guerre. Non dimentichiamo: la guerra sempre è una sconfitta, sempre. Solo “vincono” – tra virgolette – i fabbricanti di armi”.

Papa Francesco – Udienza generale 24 gennaio 2024

14 ottobre 2023

Come ogni 14 del mese le missionarie andranno oggi al Campo di Auschwitz presso la cella dove Massimiliano Kolbe rispose all’odio, a un violenza inaudita con un gesto d’amore, di umanità. E pregheranno per la pace, per quei “volti” segnati in queste ore dalla sofferenza e dalla paura, dalle lacrime del lutto, senza guardare alla loro carta d’identità.

“Un rigo nei libri di storia”

“Per fare la pace con tutta la morte che c’era in me ci sono voluti tanti anni, ma sicuramente io sono una donna di pace e in pace.

Sono una delle ultimissime al mondo e con pessimismo e realismo dico che la Shoah sarà trattata in un rigo nei libri di storia, poi non ci sarà più neanche quello.

L’antifascismo? Io ricordo mio zio che la notte sognava ancora di tirare giù suo padre dal treno per Auschwitz, ed ecco, io spero che esista ancora l’antifascismo.

Ai miei nipoti voglio dire di essere liberi e non avere paura”.

Liliana Segre a Che tempo che fa (rai 3)

Per guardare il video: https://www.raiplay.it/video/2022/10/Liliana-Segre—Che-Tempo-Che-Fa-23102022-3a208dc7-3c7e-4e65-856f-e0b0bc3a849b.html

Dalla Polonia per la pace

Si moltiplicano le iniziative in favore della pace, tutta la nazione polacca segue con attenzione e preoccupazione l’evolversi della guerra in Ucraina. Ai nostri confini si accolgono i profughi, ci sono campagne di raccolte viveri e beni di prima necessità. Forse anche noi come Centro apriremo prossimamente le porte a chi ne avrà bisogno, a questo riguardo siamo in contatto con le autorità statali e con la Caritas polacca. Così tante anche le iniziative di preghiera nella nostra parrocchia di Harmęże e, come comunità, nella nostra cappella. Massimiliano Kolbe ci aiuti a uscire presto da questa inutile e drammatica guerra.

Le missionarie di Harmęże

PACE

«Nonostante i molteplici sforzi mirati al dialogo costruttivo tra le nazioni, si amplifica l’assordante rumore di guerre e conflitti…

…E che siano sempre più numerosi coloro che, senza far rumore, con umiltà e tenacia, si fanno giorno per giorno artigiani di pace». 

papa Francesco Messaggio #Giornatamondialepace

Auguri per un Anno 2022 di giustizia e pace per tutti!

Museo di Auschwitz, dicembre 2021

A scuola di pace

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“Davanti ad Auschwitz non possiamo restare uguali a prima. Dobbiamo capire e reagire. Stand up! Reagisci, cioè diventa grande dentro. Reagire vuol dire parlare, entrare in dialogo. Ognuno di noi può trasformare l’angoscia provata ad Auschwitz in qualcosa di diverso: dopo aver visto le conseguenze della disumanizzazione, cerchiamo di costruire qualcosa di umano”. 

Marco Impagliazzo – Assemblea conclusiva di “Global Friendship” 19-21 luglio 2019

Giovani per la Pace – Comunità Sant’Egidio

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Dal diario di Anna Frank

 

È davvero meraviglioso che io non abbia lasciato perdere tutti i miei ideali perché sembrano assurdi e impossibili da realizzare. Eppure me li tengo stretti perché, malgrado tutto, credo ancora che la gente sia veramente buona di cuore. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ci ucciderà, partecipo al dolore di migliaia di uomini, eppure quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno la pace e la serenità.

Anna Frank