Scatti di una giornata da ricordare

Non è stata una giornata qualunque, l’abbiamo vissuta insieme a tante persone, pellegrine come noi, partite dal Centro di Harmęże, incamminate direzione Campo di Auschwitz, o meglio, verso quella cella del blocco 11 diventata negli anni il nostro “santuario” dove riporre domande, preghiere, speranze. Con noi anche tanti sacerdoti, frati, e vescovi che hanno anche ricordato e invitato a conoscere il nostro progetto della Cella dell’amore, per tenere viva la memoria di san Massimiliano Kolbe, della carità vissuta nei suoi giorni di prigionia, del suo gesto d’amore. Tanti motivi per dire grazie, per essere state testimoni di questa giornata da ricordare.

Anna M. e missionarie di Harmęże

14 agosto 2023

Una memoria, una festa speciale per tutti “noi pellegrini ad Auschwitz”. Ritorniamo in questa giornata, con gratitudine e commozione, nella cella dove Kolbe ha donato la sua vita per amore, con il pensiero e con il cuore possiamo farlo. Le missionarie di Harmęże e alcuni amici che andranno oggi al Campo hanno detto che ci porteranno con loro… Fermiamoci nella cella e ascoltiamo quel messaggio che Massimiliano vuole rivolgere a ciascuno/a di noi.

“Tutto è compiuto”

“Correva orami un’eternità da quel tramonto rosso, quando la porta ferrata del bunker della fame si era chiusa, inesorabile, alle nostre spalle. Gli ultimi aliti di vita andavano lentamente spegnendosi, anche nei pochi sopravvissuti, come ogni giorno più si spegnevano lentamente le loro voci, che avevano già riempito gli antri del sotterraneo di canti e preghiere” (dal libro “A tu per tu con padre Kolbe”, padre L. Faccenda).

https://www.kolbemission.org/it/san-massimiliano-kolbe/la-cella-dell-amore/

Pescatore di perle

La memoria non può limitarsi a registrare solo il male sofferto, ma deve far emergere anche il bene vissuto e ricevuto, ed edificare sul passato.

Nel 1970 Bejski fu nominato presidente della Commissione dei Giusti istituita nel 1963 presso il Memoriale di Yad Vashem, a Gerusalemme. Questo sarebbe stato il suo compito: ricordare il bene ricevuto durante il genocidio e cercare, trovare, onorare coloro che avevano salvato la sua vita e quella di tanti ebrei condannati, mettendo a rischio la propria.
Egli continuò a occupare tale carica fino al 1995.
Il suo ruolo fu quello di ”pescatore di perle” come lo definisce Nissim, cioè di ricercatore infaticabile in tutti i paesi che erano stati coinvolti dalla guerra e dalla tragedia ebraica, di uomini (più di 14.000) spesso non celebrati dalla storia, che gratuitamente, in nome della giustizia l’avevano illuminata con la loro presenza e azione, capace di contrastare la paura e il flusso del male, salvando migliaia di esseri umani dall’annientamento.

Il Presidente ad Auschwitz per ricordare

L’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla “Marcia dei vivi” 2023. Tantissimi giovani, una camminata di 3 km, dal cancello dell’ingresso del campo di sterminio di Auschwitz fino a quello di Birkenau, accompagnata da canti, preghiere e cartelli contro l’antisemitismo. La tradizionale marcia si tiene ogni anno nella Giornata del ricordo dell’Olocausto, celebrata come una tra le massime ricorrenze in Israele il 27esimo giorno di Nissan, in base al calendario ebraico.

Auschwitz-Birkenau, 18/04/2023

Rivolgo un saluto caloroso e un ringraziamento alla Marcia dei Vivi, ai suoi organizzatori, a tutti i partecipanti, alle autorità presenti. Un saluto particolare ai sopravvissuti, preziosi testimoni della verità. Siamo qui oggi a rendere omaggio e fare memoria dei milioni di cittadini assassinati da un regime sanguinario come quello nazista che, con la complicità dei regimi fascisti europei, che consegnarono propri concittadini ai carnefici, si macchiò di un crimine orrendo contro l’umanità. Un crimine atroce che non può conoscere né oblio né perdono.

In quattro anni, dal 1941 al 1945, in questo complesso furono assassinate centinaia di migliaia di persone, ben oltre un milione, in ragione della propria appartenenza a una fede, a una cultura, in ragione delle loro convinzioni o della loro condizione. Nei campi nazisti, oltre a milioni di ebrei, bersaglio di quella disumana macchina di orrore, anche oppositori politici, sinti, rom, disabili, omosessuali trovarono la morte nelle camere a gas, o per il freddo, la fatica, la fame e le malattie o, ancora, perché vittime di esperimenti criminali.

Cittadini innocenti di ogni parte d’Europa furono tradotti bestialmente a questo luogo di morte. Un immenso cimitero senza tombe. Possiamo recarci al Muro della Morte ma, se pensiamo alle vittime, dobbiamo alzare lo sguardo ben oltre. “Tu passerai per il camino” minacciavano i kapò e le guardie dei lager.

La Polonia si trovò a pagare un prezzo altissimo in termini di vite umane durante l’occupazione nazista.Tra l’autunno del 1943 e gli ultimi mesi del 1944, anche migliaia di italiani furono deportati qui dall’Italia. Per la quasi totalità di loro fu un viaggio senza ritorno. Non a caso, Polonia e Italia sono tra le Nazioni europee più impegnate a conservare la Memoria dell’Olocausto e a promuoverne la conoscenza tra i giovani.

Rincuora vedere che migliaia di ragazze e ragazzi danno vita ogni anno a questa marcia. Quest’anno ci accompagnano in questa esperienza indimenticabile due sorelle italiane sopravvissute agli orrori di Birkenau: Tatiana e Andra Bucci. Con loro, giovani studenti del mio Paese. A Tatiana e Andra va il ringraziamento di noi tutti.

Oggi più che mai, nel riproporsi di temi e argomenti che avvelenarono la stagione degli anni ‘30 del secolo scorso con l’infuriare dell’aggressione russa all’Ucraina, la Memoria dell’Olocausto rimane un monito perenne che non può essere evaso. L’odio, il pregiudizio, il razzismo, l’estremismo, l’antisemitismo, l’indifferenza, il delirio, la volontà di potenza sono in agguato, sfidano in permanenza la coscienza delle persone e dei popoli. Non può essere ammesso nessun cedimento alle manifestazioni di intolleranza e di violenza, nessun arretramento nella tutela dei diritti e delle libertà fondamentali, base del nostro convivere pacifico. Chi aggredisce l’ordine internazionale fondato su questi principi deve sapere che i popoli liberi sono e saranno uniti e determinati nel difenderli.

Cari sopravvissuti, care ragazze e cari ragazzi, autorità, oggi è il giorno dello Yom HaShoah, la giornata del Ricordo dell’Olocausto. Ricordare è dimensione di impegno. È dimostrazione che, contro gli araldi dell’oblio, la memoria vince. Per affermare l’orgoglio di voler essere “persone umane”. Per ripetere – e ribadire – “mai più”.

(fonte: https://www.quirinale.it/elementi/84155)