
Oggi varchiamo con voi quel cancello, così ironico e assurdo, entriamo ancora una volta in una realtà, in un mondo che mai avremmo voluto conoscere. Fin dove si può spingere l’uomo deformato dal male e dall’odio? In questo luogo preghiamo, in silenzio, ma avremmo voglia di gridare: PACE!
Alla cella di san Massimiliano ritroviamo un po’ di speranza, perché l’umanità più bella non è stata sconfitta del tutto. Oggi ci ritroviamo insieme, pellegrini ad Auschwitz, per fare memoria del bene e non della violenza, la quale non merita nessun ricordo, nessuna commemorazione. Riposate adesso in pace, vittime di ieri e di oggi. Usciamo commossi da quel cancello con una voce che ci risuona dentro: “Non dimenticate mai l’amore”.



