La Rosa Bianca

“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”Primo Levi

Emanuele Properzi ti insegna come si pubblicizza un libro

Il libro che vi proponiamo questo mese e che troverete tra le “letture consigliate è: La Rosa Bianca –  La resistenza al nazismo in nome della libertà di Paolo Ghezzi.

 

Recensione: Non solo al di fuori dei confini della Germania il nazismo è stato contestato e combattuto.Nonostante l’immagine di compattezza e forza del popolo tedesco che la propaganda nazista offriva a tutto il mondo, tante persone hanno opposto una resistenza a questa ideologia.La Rosa Bianca è il nome assunto da un gruppo di giovani universitari di Monaco di Baviera che costituirono un movimento di resistenza all’interno della Germania nazista. Il gruppo era composto da cinque studenti: Hans Scholl, sua sorella Sophie, Christoph Probst, Alexander Schmorell e Willi Graf tutti poco più che ventenni. Ad essi si unirà il professore universitario Kurt Huber.Stamparono clandestinamente sei volantini il cui contenuto avrebbe dovuto risvegliare la coscienza del popolo tedesco. Scoperti da un bidello nazista, vennero arrestati dalla Gestapo, torturati e condannati a morte per decapitazione il 22 febbraio 1943 dopo un processo di poche ore.Sebbene di fatto appaiono come perdenti di fronte alla tirannia scatenata da Hitler, restano nella coscienza collettiva dei tedeschi e degli europei in generale, i veri vincitori dello scontro che avvenne in quegli anni.

Dal libro:

  • rosabiancaIl primo volantino viene distribuito, per posta, nella sola città di Monaco… e comincia in tono perentorio: – Per un popolo civile non vi è nulla di più vergognoso che lasciarsi governare da una cricca di capi privi di scrupoli e dominati da torbidi istinti… Ogni singolo, cosciente della propria responsabilità come membro della cultura cristiana occidentale, deve coscientemente difendersi con ogni sua forza, opporsi in quest’ultima ora al flagello dell’umanità, al fascismo e ad ogni sistema simile di Stato assoluto -…”.  (pag. 120-121)
  • La paura che suscita quel primo ciclostilato, come gli altri che lo seguono, è ben comprensibile se si pensa che era un attentato al ferreo monopolio della comunicazione scritta esercitato dal regime… non erano solo parole pronunciate in ‘stanze chiuse’, stavolta la sfida alla dittatura era incisa sulla carta, stava lì, nero su bianco, irrimediabile e inequivocabile, davanti agli occhi di chi leggeva…”. (pag. 122)
  • Il sesto e ultimo volantino è un’esplosione di indignazione: – Colleghe! Colleghi! Il giorno della resa dei conti è venuto… La Gioventù Hitleriana, le SA, le SS hanno cercato negli anni più formativi della nostra vita di renderci uniformi, di rivoluzionarci, di narcotizzarci… Per noi esiste una sola parola d’ordine: lotta contro il partito! A noi interessano una vera scienza e un’autentica libertà spirituale! Nessuna minaccia può spaventarci… Si tratta della lotta di ognuno di noi per il nostro futuro, per la nostra libertà e il nostro onore, in uno Stato che sia consapevole della responsabilità morale.- …”. (pag. 169)
  • I genitori di Hans Scholl riescono ad incontrare il figlio per l’ultima volta… Nella stanza dei colloqui Hans ha la faccia pallida e stanca, ma serena. Stringe le mani del papà, del fratello, della mamma e aggiunge solo: – Non ho nessun odio. Ho lasciato tutto dietro me.-.Il padre davanti al suo primogenito riesce solo a dirgli: – C’è ancora giustizia. Passerete alla storia”. (pag. 182)
  • La notte prima del processo, Sophie aveva fatto un sogno che racconta alla compagna di cella: – Era un giorno di sole e portavo un bambino al battesimo, avvolto in una lunga veste bianca. La strada per la chiesa diventava un ripido sentiero di montagna. Ma io camminavo sicura, tenendo fisso il bambino. Improvvisamente però mi si aprì davanti un crepaccio. Ma ebbi il tempo per posare il bambino in un posto sicuro prima di sprofondare nell’abisso. Ecco, il bambino è la nostra idea che si affermerà nonostante tutti gli ostacoli. Per questa idea abbiamo dovuto preparare una strada, ma anche morire”. (pag. 186)

 

Buona lettura!

 

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2 thoughts on “La Rosa Bianca

  1. Che forza questi ragazzi e che testimonianza di fede! Il mio pellegrinaggio ad Auschwitz risale a luglio 2015: non dimenticherò mai quel l’orrore ma ricorderò anche la cella dell’amore e Padre Kolbe che ha donato la sua vita con tanto amore in mezzo a tanto odio! Grazie San Massimiliano, ti voglio bene! Prega x me!
    Elvia

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