Pensieri ed emozioni dal viaggio 2015


Alcuni pensieri raccolti dalle Missionarie ad alcuni partecipanti al pellegrinaggio in Polonia 2015:

Mi sono talmente emozionata ieri che non avevo parole… sono rimasta in silenzio fino a sera… non riuscivo a parlare e il mio pensiero correva a san Massimiliano Kolbe …   santo tanto conosciuto, ma anche a santa Benedetta della Croce, a come lei aveva capito che dalla Croce c’è la salvezza… Ho pensato a tutta questa sofferenza e atrocità che abbiamo visto, sentito… cose che non si possono neppure pensare o immaginare, ma che sono avvenute… Non posso non pensare a quanta redenzione, a quanta salvezza perché è sofferenza unita a quella di Cristo…Benedetta aveva capito questo e per questo è andata incontro alla morte. Non ho potuto non pensare agli Auschwitz di oggi, usiamo armi diverse ma sempre armi, il male è ancora tanto, il demonio lavora ancora… ma non vince, è Gesù Cristo che vince…certo è un mistero grande che ci sfugge, che non riusciamo a capire ma da queste grandi sofferenze continua la redenzione del mondo intero.

Suor Erminia

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Avevo visto tanti film
ne avevo sentito parlare tanto di Auschwitz, ma camminare su quelle strade è stato diverso… mi ha colpito l’annientamento dell’uomo e ho pensato che anche oggi a volte applichiamo le stesse regole in alcuni settori nel mondo del lavoro… ma come è possibile?Camminando lì ho avuto come l’impressione di non camminare da solo, ma che accanto a me stessero camminando tante persone, i morti, coloro che hanno vissuto lì… camminavano accanto a me, a noi, per farci vedere quello che avevano vissuto… non so se questo è bello o brutto ma per me è stata una bella esperienza che mi fa dire che non dobbiamo dimenticare, dobbiamo ricordare quello che è successo ad Auschwitz perché può succedere ancora, magari in altri modi ma sempre con l’annientamento dell’uomo. Non mi è facile fare sintesi di ciò che ho sentito, devo ripensare e meditare per far tesoro di quello che ho visto, sentito e vissuto… È mio desiderio che come Milizia si possa fare un passo in più…

Giovanni

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E’ stato un viaggio formativo. Questi sono stati i giorni delle nostre ferie che servono anche a riformarci per poi riportare nelle nostre famiglie e nei luoghi di lavoro un modo diverso di vivere…

Abbiamo un desiderio grande persino per i nostri figli, vorremmo anche per loro un viaggio come questo. Padre Kolbe è stato grande non solo perché ha pregato per gli uccisi, ma addirittura per gli uccisori. Sento che questa è la parte più dura da portare a casa; in questo assomiglia al Signore che è morto per tutti, per i buoni ma anche per quelli che stanno dall’altra parte… ripeto, è la parte più difficile, è un pane molto duro… Spesso faccio arrabbiare mio marito che è diacono, chiedendogli, “ma tu hai pensato per chi ti offri? perché la tua missionarietà è più grande della tua famiglia“… non si può arrivare all’ultimo senza pensarci … ma ho capito che è un offerta che si deve vivere ogni giorno… Il nostro desiderio è quello di poter ritornare…

Luisa

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