Numero A 5384

Sono il numero A 5384 di Auschwitz-Birkenau”. Così iniziava le sue “lezioni” la testimone sopravvissuta agli orrori dell’inferno.
“Andavo alle poste a ritirare la pensione e una volta ho, incautamente, appoggiato il braccio sul piano del banco. L’impiegato, incuriosito dal tatuaggio rimasto in vista mi ha chiesto che cosa era. Gli ho spiegato che era quello che mi avevano fatto al campo di sterminio. E lui mi ha risposto, ma se vi hanno sterminati, come mai siete così tanti?” (Forse si riferiva ai superstiti degli oltre duemila genovesi deportati nei campi di concentramento).
Oltre all’inferno tedesco, anche quello, imprevisto, trovato al ritorno nel “bel paese”.
Per le persone come Liana Millu, lo scopo della vita era quello di ricordare e raccontare, con la differenza, rispetto ad esempio a Primo Levi, di riuscire a rivivere il passato senza restarne vittime.
Al termine del suo cammino terreno, Liana Millu sceglie, anziché il rito del funerale, la cremazione e la dispersione delle ceneri, un modo, per chi era tornata dai forni crematori, di restare in vita. Contraddizione forse per l’atea ebrea ribelle, come la preghiera “laica” per cui sarà ricordata.

vento     

                   Liana Millu (Pisa 1914 – Genova 2005) – Scrittrice. Deportata ad Auschwitz.

 

articolo tratto da: https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=48544

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