Cristo o Hitler

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”. Primo Levi

Emanuele Properzi ti insegna come si pubblicizza un libro

 

La proposta di lettura di questo mese è  “Cristo o Hitler”  Vita del beato Franz Jagerstatter” di Cesare G. Zucconi – Ed. S.Paolo

 

 

Recensione: Franz Jagerstatter nasce il 20 maggio 1907 a St. Radenung in Austria. L’ambiente dell’infanzia e giovinezza è rurale e cattolico, molto radicato nelle tradizioni. Diventato giovane, dimostra un carattere forte e vivace e alla fine degli anni 20 decide di prendersi un momento di stacco dalla sua terra in cerca di un po’ di indipendenza e va a lavorare in una miniera della Stiria dove entra in contatto con il mondo operaio. La sua fede è messa a dura prova, ma la lontananza dalle pratiche religiose gli fanno riscoprire il vero senso della pietà cristiana cheprima compiva quasi meccanicamente e ora avverte come una qualità necessaria per essere cristiani. Franz sente innanzitutto il bisogno di coltivarsi interiormente, di far crescere la sua amicizia con Dio. Più forte è il male che ci circonda, più forte deve essere la fiducia in Dio. Tornato al suo paese, il 9 aprile 1936 sposa Franziska Schwaninger anche lei contadina e con una profonda fede. Il legame con Franziska lo aiuterà a trovare una maggiore stabilità spirituale e insieme leggono quotidianamente la Bibbia. L’unione dei due sposi è benedetta dalla nascita di tre figlie alle quali Franz è legato da un profondo affetto e con sua moglie partecipa alla loro educazione cristiana. Con l’annessione dell’Austria alla Germania nel 1938, la situazione diventa difficile e pericolosa. Dopo aver partecipato “obbligatoriamente” all’addestramento militare, Franz cresce nella convinzione che non vuole “servire” la guerra di Hitler. Il 23 febbraio 1943 riceve la cartolina precetto di presentazione in caserma dove lui comunicherà il suo rifiuto all’arruolamento. La sua scelta non è condivisa da nessuno del suo villaggio, solo la moglie Franziska lo sosterrà e ne sono testimoni le lettere piene di affetto e fede che si scambiano durante la prigionia di Franz. Il 6 luglio è condannato a morte per renitenza alla leva e il 9 agosto 1943 viene ghigliottinato nel carcere di Brandeburgo. E’ stato proclamato beato il 26 ottobre 2007 presso la cattedrale di Linz.

Dal libro:Foto Cover di Cristo o Hitler? Vita del beato Franz Jäegerstäetter, Libro di Cesare G. Zucconi, edito da San Paolo Edizioni

“…Franz sa che la libertà del cristiano è innanzitutto nella sua interiorità, nella sua coscienza. Non si può mentire a se stessi e a Dio addossando ad altri le proprie responsabilità…La lettura dei giornali e di ‘veri libri cristiani’ è la bussola che può orientare un uomo anche attraverso le tempeste più difficili…Tra queste letture la Bibbia diventa sempre più importante per Franz…” (pg. 21; pg. 30)

“…I primi anni di matrimonio con Franziska trascorrono felici. Gli abitanti del villaggio lo vedono con stupore spingere il passeggino con la prima figlia Rosalia. Non era infatti usuale che un uomo si dedicasse a tali attività. Franz ha una spassionata tenerezza nei confronti della moglie delle figlie…”(pg. 55)

“..Fare la volontà di Dio: questa è la convinzione di Franz il quale sente la responsabilità di comunicare alle figlie la fede…Così scrive durante la detenzione: ‘Ma come può vincere le sue battaglie giovanili chi ha in se stesso il veleno della mancanza di fede?’ …E aggiunge, pensando in particolare ai tanti giovani che vanno dietro a Hitler, che chi non ha fede è facile preda del male ‘che trama con malizia e astuzia’…” (pg. 58 – 59)

“…La scelta di Franz non è condivisa da nessuno nel suo villaggio. Anche il parroco, i suoi amici preti, il vescovo cercano di convincerlo a desistere con l’intento di salvargli la vita. Franz è uno dei pochi in tutta la Ostmark a rifiutare di servire l’esercito di Hitler in nome della fede…Nella sua prima lettera dalla caserma di Enns è Franz che cerca di confortare la moglie…Franziska è sola, anch’essa circondata dalla incomprensione generale…” (pg. 172 – 173)

“…In uno dei suoi ultimi testi, considerato il suo testamento, afferma: ‘Scrivo con le mani legate, ma è meglio così che se fosse incatenata la volontà. Talvolta Dio ci mostra apertamente la sua forza che egli dona agli uomini che lo amano e non preferiscono la terra al cielo…La potenza di Dio è invincibile…Se ci si dedicasse con la stessa assiduità con cui si è tentato di salvarmi dalla morteterrena a mettere in guardia ciascun uomo contro il peccato mortale e perciò contro la morte eterna ci sarebbe già davvero il paradiso in terra…” (pg 188)

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