CONSOLAZIONE

Da qualche settimana mi trovo presso il Centro di Harmęże, in Polonia, mi ritengo davvero fortunata a poter vivere questa esperienza in questo momento importante per la mia vita e in un contesto storico così difficile per tutto il mondo, penso all’Italia ma anche alla mia terra, la Nigeria. Qui tutto è avvolto nel silenzio e ogni rumore, ogni suono assume un suo significato. Vado spesso a passeggiare nei dintorni, vicino alla casa ci sono i laghetti dove venivano gettate le ceneri dei prigionieri morti nei Campi, sento gli uccelli che cantano, vedo dei fiori anche in questa stagione autunnale, la natura mi dice qualcosa, mi parla di Dio, della sua presenza in questi luoghi della memoria. Penso a padre Kolbe e alla consolazione che mi sta dando la sua testimonianza. Andando nei Campi di concentramento sento la sua voce che mi invita a tenere viva la speranza, mi dice che dopo la pioggia ci sarà il sole, che nel buio ci può essere sempre una piccola luce. La sua voce risuona nel silenzio dei viali, le lacrime mi spuntano negli occhi pensando a quello che c’è stato, alla sua esperienza, a quella di tante persone che sono state qui. Se lui è riuscito a vivere l’amore, a resistere all’odio, ad affrontare il dolore, allora anche le mie difficoltà, le mie sofferenze mi sembrano più piccole. Voglio guardare in alto, voglio guardare avanti, al futuro con tanta fiducia. Ne abbiamo tutti bisogno.

Agatha

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